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Strade/Finzioni/Magie

16 luglio 2014

Strade/Finzioni/Magie

di Mimmo Pesare


Ho preso il vuoto dalle stelle
e l’ho sparso lungo le strade del mondo
e sulla vostra pelle

Massimo Volume, “Dymaxion song”


Strade che si lasciano guidare forte 
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare

Subsonica, “Strade”


To the centre of the city where all roads
meet, waiting for you

Joy Division, “Shadowplay”


In the corner of the morning in the past
I would sit and blame the master first and last
All the roads were straight and narrow

David Bowie, “The Width Of A Circle”


La  Festa del Cinema del Reale, giunta alla sua undicesima edizione, si accinge a sedimentare dei caratteri propri: non è più un prodotto culturale da fruire passivamente ma, come un organismo vivo e dotato di vita propria, si trasforma e trasforma i suoi stilemi e i suoi piccoli rituali attraverso un percorso che ne ridisegna ogni edizione e che delinea affascinanti percorsi carsici. Si dipana, insomma, un filo rosso che comincia a rendersi riconoscibile, perfettamente dotato di una sua identità. Il pubblico di Specchia reagisce con le emozioni che i suoi palinsesti, di anno in anno, propongono, in maniera interattiva, mai stagnante, sempre in perenne dinamismo, in un flusso continuo di passeggiate e scoperte, tra le scale, gli schermi, le stanze, i balconi, i ballatoi del Castello Risolo.
La Festa del Cinema del Reale è una piccola alchimia di passaggi, di flâneurs, di sguardi e incontri mai fermi, mai statici.
Forse per questo motivo l'edizione 2014 è stata pensata come un personale tributo ai vettori, agli incroci, agli scontri e alle migliaia di scalini e porzioni di spazio percorsi dalle persone che in questi anni hanno colorato le infinite possibilità di incontro a Specchia.
Quale metafora più calzante, se non quella delle strade?
Le strade di Kerouac, le strade di Hemingway, le strade fisiche e quelle interiori delle vite incastonate all’interno della finzione del cinema e dalla magia che, da i Fratelli Lumière e da Méliès, fino ai racconti contemporanei, rendono il cinema mai qualcosa di inerte, ma una magia/finzione infinitamente cangiante, una mitopoiesi della imprevedibilità dell'umano.
Questa edizione vuole essere la cartina di tornasole del lascito più immediato, più sanguigno, più punk che l'arte cinematografica si porta dietro: la cornice della ineludibilità del movimento, della instancabile indole di ricercare qualcosa di sempre ulteriore.
Strade/finzioni/magie può apparire un trittico di concetti apparentemente molto distanti tra loro e poco coniugabili. Ma le parole e i concetti sono fatti per essere “bucati”; sono sempre un appuntamento mancato con la presunta razionalità e con l'auspicata leggibilità dei fenomeni sociali. Nell'arte, come nella vita, c'è sempre qualcosa che ci trascende e che ci supera e questo, in un certo senso, vaccina dalle nostalgie nei confronti di un ipotetico centro del discorso, unitario, finale, padroneggiabile.
Come ogni testo, anche il cinema attorciglia le sue spire attorno al suo linguaggio, senza però rimanerne imprigionato, senza esserne determinato una volta per tutte. "Non ho che una lingua. E non è la mia", scriveva anni fa Jacques Derrida, e questa impossibilità del linguaggio di circoscrivere un perimetro assoluto lungo le creazioni dei suoi artisti e lungo le vite e le emozioni dei suoi spettatori ci sembra la lettura più coerente e più affascinante del tema della strada. La strada come possibilità infinita di spostamento interiore ed esteriore. La strada come casa temporanea e come dimora parziale. La strada come fuga, come spaesamento e spossessamento dell'Io. La strada come anfratto di ogni magia che l'arte crea e come finzione che però, paradossalmente, possiede la verità dell'inconscio di ognuno, liberando il sogno e l'autenticità del suo desiderio.

Mimmo Pesare

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News

I VIAGGI DELLA MENTE

6 marzo > 27 marzo > 15 maggio > 18.30

MEDITERRANEA
Lecce Palazzo dei Celestini

(Ingresso gratuito)

 

 

Tre incontri cinematografici con Paolo Pisanelli - filmmaker e direttore artistico della Festa di Cinema del reale e dell’irreale il festival di cinema documentario dedicato al cinema più libero, sperimentale e inventivo prodotto in Italia e nel mondo. 

Il progetto si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno (febbraio-dicembre 2026), con proiezioni, mostre, laboratori, masterclass ed eventi diffusi. È un festival che abita lo spazio e il tempo per attivare relazioni durature tra persone, luoghi e comunità, portando avanti un’idea di cinema nomade e di prossimità, realizzato in spazi pubblici e non convenzionali, aperto alle contaminazioni e agli sconfinamenti di generi. 

Con ‘I viaggi della mente’ il Cinema del reale accende le sue visioni negli spazi di Mediterranea, luogo di scambi fra centro, e periferie, tra discipline artistiche e pratiche culturali. Uno spazio al centro della città di Lecce e al centro del Mediterraneo.

 

 

Primo appuntamento 
venerdì 6 marzo > ore 18.30

FACCE (Italia, colore, 5\', 2021)

BEAT ON BEAT (Italia, colore, 6\', 2025)

POLAROID (Italia, colore, 7\', 2024)

IL TEATRO E IL PROFESSORE (Italia, colore, 62\', 2007)

 

Secondo appuntamento  
venerdì 27 marzo > ore 18.30 

A GAZA (Italia, colore, 5\', 2025)

IL MAGNIFICO SETTE (Italia, colore, 15\', 1998)

DUE SCATOLE DIMENTICATE - UN VIAGGIO IN VIETNAM (Italia, b/n e colore, 64\',  2019)

MUSIKI\' (Capo di Leuca) (Italia, colore, 32\', 2010)

 

Terzo appuntamento 
venerdì 15 maggio > ore 18.30

METAMORFOSI (Italia, colore, 7\',  2024)

CECILIA E AGNÉS - DIALOGO SULLA REALTÀ (Italia, colore, 18\', 2022)

IL SIBILO LUNGO DELLA TARANTA (Italia, b/n e colore, 60\', 2006)

MUSIKÌ (Grecìa Salentina) (Italia, colore, 28\', 2009)

...
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