Extra / In contemporanea
a cura dell’associazione LibrArti
testi di Marco Vetrugno reading con Davide Morgagni
Mùtilo, nel monologo per il teatro scritto in versi da Marco Vetrugno, è il personaggio che costruisce la sua presenza sulla schisi, l’assenza, la mutilazione, la mancanza. Afferma il poeta Alfondo Guida nell’intervento che correda il volume “Accade su un palcoscenico di teatro. Non è il suo un teatro di fronte a nessuno. Si munisce di didascalie o ambientazioni per via di una strutturazione testuale già ben impostata nella sua dinamica vicenda interiore”, e aggiunge che Mùtilo è una sparizione che parla, un personaggio che si interroga sulla natura della propria esistenza, fino al culmine. Mùtilo è uno che ha perduto definitivamente la poesia? Tutte le forme di poesia? Il disincanto è negativo. Mùtilo si nutre di sacralità, idolatrie, immagini incastrate, incastonate, immerse. Mùtilo obbedisce al solo scavo interiore, riportato in superficie sotto forma di crudezze. Linguaggio violento e congiunto.