NO LOGO

dal 16 luglio al 16 luglio 2026

NO LOGO

laboratorio di Gaia Barletta

È il 17 luglio 2001. CCCV – Collettiva Creativa Castello Volante si è data appuntamento per preparare le ultime cose da portare al G8 di Genova. Uno spazio circolare, un tavolo al centro, rotoloni di carta, pennarelli, forbici, colla, giornali, libri, tra questi No Logo di Naomi Klein. Un luogo che ha qualcosa del laboratorio collettivo e qualcosa della cameretta, attraversato da musica, immagini, parole da ritagliare, scrivere, condividere. "Un altro mondo è possibile" era uno degli slogan del movimento no global. Pochi giorni dopo, tra il 20 e il 21 luglio 2001, quella speranza si sarebbe scontrata con la violenza di Genova, lasciando una ferita collettiva che continua ad attraversare generazioni.  Con No Logo, Gaia Barletta / 73100 Gaya costruisce un dispositivo che riattiva quella scena non in forma celebrativa, ma operativa.  E lo slogan del movimento torna a essere una domanda rivolta al presente. Venticinque anni dopo, quella storia continua a interrogarci: una memoria che attraversa generazioni, una ferita ancora aperta, ma anche una possibilità da rimettere in circolo.

 

GAIA BARLETTA

 

Attivista queer e operaia culturale di base a Lecce. Collabora con associazioni, collettivi, enti di formazione, scuole e istituzioni, progettando percorsi di formazione, cittadinanza attiva, educazione alle differenze e promozione della cultura queer e transfemminista. Fa parte del coordinamento del Centro Antidiscriminazione L'Amara di Lecce ed è ideatrice di 73100 GAYA, contenitore creativo all'interno del quale porta avanti queer in progress_queering process, un progetto partecipativo per la costruzione dell'archivio delle memorie della comunità LGBTQIA+ di Lecce e provincia. Da maggio 2026 è componente del Gruppo di Lavoro Genere e diritti LGBTQ+ di ICOM Italia. Nel suo lavoro intreccia ricerca, pratiche laboratoriali e attivismo politico, muovendosi tra educazione non formale, progettazione culturale, formazione, sensibilizzazione pubblica, passeggiate birichine e scrittura, su carta e, a volte, anche sui muri. 

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