18 luglio 2026 - ore 19:00
CAOS MANIFESTA!
ManiFesta! è libero cantiere di visioni, improvvisazioni e sperimentazioni, nata lo scorso anno all’interno della Festa di Cinema del reale e che è diventato in uno spazio di incontro in cui artistə, artigianə, operatori e operatrici culturali e pubblico si sono ritrovatə per immaginare nuovi modi di stare insieme e rivendicare l'importanza del fare arte e cultura come pratica che si intreccia con il fare politico.
Quest'anno ManiFesta! si trasforma in una parata che percorrerà le vie di Corigliano d’Otranto approdando come tappa finale al Castello Volante: un momento per che vuole essere uno spazio aperto in cui individui, gruppi e comunità possano rendere visibili desideri, pratiche e immaginari condivisi. Vogliamo manifestare per renderci visibili gli uni agli altri, prendere posizione e abitare lo spazio pubblico con i nostri corpi. Se gli spazi dedicati all'incontro e alla libera creazione diventano sempre più fragili e orientati al consumo, se le libertà di espressione si restringono e le relazioni diventano sempre più virtuali, ritrovarsi e attraversare insieme strade e città diventa un gesto insieme politico e poetico.
H 19.30: DUNIYA-KAN - La voce del mondo
con Gianni Liglisci, Emanuele Cardigliano, Luigi Colella (percussioni), e Mouafek Tilli (Tunisia), Ibrahim Kaba (Guinea), Mohamed Koné (Guinea), Miah jisan (Bangladesh)
“Duniya Kan” è un progetto Ideato da Luigi Colella in collaborazione con i Minori Stranieri della cooperativa Polvere di Stelle di Galatina. In lingua Bambarà del Mali significa “La voce del Mondo”. Lo scopo è promuovere l’incontro tra culture diverse, il dialogo tra i popoli e l’integrazione, attraverso un laboratorio permanente di musica e percussioni.
La performance avverrà all’interno della Parata ManiFesta!
Luigi Colella
Percussionista e appassionato di musica e cultura del West Africa,
Ha viaggiato per anni dal 2015, prima in Senegal e poi sempre più spesso in Mali, per studiare e approfondire il ricco patrimonio culturale legato al Djembe e alle percussioni africane. Questa ricerca lo hanno spinto in viaggi lontani dalla capitale Bamako, in quei villaggi che conservano ancora oggi quel modo autentico di suonare la musica tradizionale.

