18 luglio 2026 - ore 20:45
SCHERMO TERRAZZA
PRESENTAZIONE CONCORSO CORTIIIIIII
Proiezione dei corti selezionati
Muovendosi tra il CAOS che orienta l'edizione 2026 e il tema STRADE, filo conduttore del concorso, le opere presentate in questa sezione esplorano percorsi fisici e simbolici, geografie reali e paesaggi interiori.
Attraverso linguaggi e sguardi differenti, nella durata massima di 20 min
H 20.50: SONO FATTO COSÌ di Tommaso Montaldo, Italia, 2026, colore, 15’
Andrea, un giovane autistico di 25 anni, si muove nel mondo tra cantieri, lavoro e desideri concreti. Il film osserva la sua ricerca di autonomia, fatta di piccoli gesti e traguardi quotidiani. Senza retorica, senza eroi: solo la complessità di una vita vera.
H 21.10: ÚLTIMO DÍA EN LA HABANA di Ivano Lollo (alias Incerto Verifico), Italia, Cuba, 2026, bn, 6’
Realizzato in un solo giorno, al termine di un progetto e di un’esperienza di viaggio a Cuba, il film nasce da un’urgenza istintiva, quasi premonitrice, dell’ultimo momento. Attraversare le strade del centro dell’Avana un’ultima volta e filmarle con una vecchia cinepresa Super8, su pellicola scaduta, con la tecnica del passo uno temporizzato e il montaggio in camera: un gesto estremo che abbraccia l’imprevedibilità della materia analogica e l’irripetibilità del momento. Un ultimo sguardo su una realtà destinata a mutare, che si traduce in un flusso continuo e frenetico di fotogrammi, corpi, volti e frammenti urbani, nel tentativo di fissare e tenere viva una luce di speranza.
H 21.20: SHE IS ANOTHER COUNTRY di Davide Minotti, Valeria Miracapillo, Italia, 2026, bn e colore, 3’
Il treno passa e i bambini restano a guardare in luoghi e momenti distanti nel tempo. Lo sguardo è desiderio di essere percepiti dalla Storia, far parte di Lei anche solo per un attimo, prima che il treno si allontani dai loro occhi. Attraverso “She is another country”, racconto dello scrittore eritreo Saleh Addonia, prende forma un dialogo a distanza tra immagini accomunate dal punto di vista: treni che partono e lasciano un luogo, da Cortile Cascino negli anni 50 ai resti della ferrovia Massawa-Asmara nel 2018. Tra chi parte e chi lascia questi luoghi, c’è uno sguardo che travalica il tempo e mette in relazione il mondo del vivi e dei morti.
H 21.25: LA TERRA DEL RITORNO di Fausto Romano, Italia, 2025, bn e colore, 12’
Una giovane donna si risveglia in Salento, in un torrido agosto dominato solo dal canto delle cicale. Viene su dalla terra, la stessa che l’aveva inghiottita un secolo prima quando era una tarantata. Vaga per una città deserta e assetata, incontra quelli che sembrano fantasmi dell’oggi imbattendosi nella mercificazione dell’antico rito del tarantismo che sfo- cia nella rappresentazione pubblica di quello che fu per lei – e per tante – un dolore privato.
H 21.40: SHABAB di Eleonora Deligio, Italia, 2026, bn, 15’
Milano, un pomeriggio di fine estate in periferia: tutto sembra ripetersi all’infinito, come in un loop. Seif, Youssef, Mohamed e Assunta si muovono in questo tempo sospeso, cercando un modo per sfuggire alla monotonia che avvolge le loro giornate. Tra risate e scontri, la noia si mescola a momenti di euforia, restituendo l’immagine di un’energia trattenuta che cerca continuamente una via d’uscita. A rompere davvero quella stasi, però, sono le domande di una diretta live: un pretesto che, all’improvviso, diventa occasione di confronto e di rivelazione.

