16 luglio 2026 - ore 21:00
SCHERMO TERRAZZA
PRESENTAZIONE CONCORSO CORTIIIIIII
Muovendosi tra il CAOS che orienta l'edizione 2026 e il tema STRADE, filo conduttore del concorso, le opere presentate in questa sezione esplorano percorsi fisici e simbolici, geografie reali e paesaggi interiori.
Attraverso linguaggi e sguardi differenti, nella durata massima di 20 minuti, i cortometraggi raccontano il presente come spazio di attraversamento, trasformazione e scoperta.
H 21.10: FORTUNA di Giorgia Colonna, Italia, 2025, colore, 20’
In un paesaggio rurale sospeso nel tempo, due uomini, Cecio e Franco, partono alla ricerca di una donna enigmatica di nome Fortuna. Il loro cammino, partito da un caseificio e segnato da gesti ripetuti e silenzi profondi, li conduce ad incontri grotteschi e simbolici: tra altarini, anziane sibilline, vergini icone di devozione e ossessione, un uomo-macchina imprigionato nel proprio corpo e processioni guidate da bambini. "Fortuna" è una favola onirica e grottesca, tra realismo magico e ritualità contadina, fonde sacro e profano, corpo e mito, per riflettere sull’identità, la memoria e la fede. FORTUNA è un incantesimo, ispirato dalla fede dei riti del passato e degli antichi luoghi dove ancora scorre la magia, un viaggio simbolico attraverso il desiderio, la memoria e l’identità. Una favola contemporanea sul bisogno di cercare ciò che sfugge, e su ciò che accade quando finalmente lo si incontra, trasformato.
H 21.30: 52 IS A MACHINE di Gregorio Sassoli, Alejandro Cifuentes, Italia, 2025, colore, 16’
Vincent, nigeriano di mezza età, ogni mattina si alza alle sei e va a pulire con cura maniacale i marciapiedi di Grottarossa, quartiere residenziale di Roma. Con l’elemosina si compra un pasto caldo e la sua birra preferita. Ma quale passato nasconde questo uomo carismatico, segnato dall’alcolismo?
H 21.50: BIANCA DI NOTTE di Caterina Biasiucci, Italia, 2026, colore, 8’
Nel cimitero c’è un’oca. Così dice Nicola, ma Rita e Rosaria non gli credono. Lui col suo binocolo vede cose che non esistono, questo gli dice la sorella, impegnata con l’amica a raccontare vecchie storie di paese. Nel cimitero, luogo che tende verso un qualcosa che non si vede ma che si avverte soltanto, i tre protagonisti corrono, chiacchierano, si scambiano piccole confidenze. Restano sempre ai margini delle inquadrature, come se il nostro sguardo non riuscisse a rincorrerli, mentre cercano di raggiungere l’oca.

